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Le Successioni Ereditarie.

COSA E’ LA DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE E QUANDO SI APRE

La successione ereditaria rappresenta il passaggio del patrimonio attivo e passivo da un soggetto (deceduto) ad altri soggetti (eredi/legatari).

Al momento della morte si “apre la successione” .

La dichiarazione di successione va presentata entro un anno (se non ricorrono particolari condizioni per cui è possibile posticipare i termini) dalla data del decesso all’ Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione ricadeva l’ ultima residenza del defunto.

Sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione i chiamati all’eredità ed i legatari, o i loro rappresentanti legali, i curatori delle eredità giacenti e gli esecutori testamentari. Se più soggetti sono obbligati alla stessa dichiarazione questa può essere presentata da uno solo di essi.

I TIPI DI SUCCESSIONE

La successione può essere legittima o testamentaria:

legittima, si avrà nel caso in cui il defunto non abbia fatto un valido testamento o, pur avendo fatto testamento, non abbia disposto del suo intero patrimonio  (le quote rimaste disponibili verranno stabilite dal Codice Civile);

testamentaria, si avrà quando il defunto ha lasciato testamento e pertanto i suoi beni saranno devoluti ai suoi successori conformemente alle sue volontà;

LE TIPOLOGIE DI TESTAMENTO

Olografo, viene redatto direttamente dal testatore, per essere valido è necessario che sia datato, sottoscritto e che l’intero suo contenuto sia scritto di pugno, cioè a mano, dal testatore. Non esistono modalità obbligatorie per la sua conservazione.

Pubblico, viene redatto, alla presenza di due testimoni, direttamente dal notaio il quale provvede a trascrivere le volontà del testatore. Il notaio provvederà alla registrazione ed alla conservazione del testamento.

Segreto, è un testamento olografo che viene depositato (sigillato) presso un notaio che non ne conosce il contenuto e che provvede alla conservazione.

Orale, la legge non consente tale tipo di testamento.

Il testamento è un atto che può essere sempre revocato

Se il testamento non dispone sull’intero patrimonio del defunto, ma solo su singoli determinati beni, la successione legittima si apre limitatamente alla parte del patrimonio non attribuita per testamento.

Il nostro ordinamento riserva a determinati soggetti,  soggetti legittimari (coniuge, figli e loro discendenti, ascendenti del defunto), una quota di eredità, legittima, della quale non possono essere privati per volontà del defunto, sia stata questa espressa in un testamento o eseguita in vita mediante donazioni. Se un legittimario viene privato, in tutto o in parte, della sua quota di legittima, per effetto di una disposizione testamentaria e/o di donazioni poste in essere in vita dal defunto, esso può far valere il proprio diritto all’ottenimento dell’intera quota di legittima mediante un’apposita azione giudiziaria.

NON VI E’ OBBLIGO DI PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE QUANDO CONCORRONO TUTTE LE SEGUENTI CONDIZIONI:

  • l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto;
  • l’attivo ereditario ha un valore inferiore a € 25.823.00
  • non vi sono beni immobili o diritti reali “usufrutto, uso e abitazione”.

I “chiamati all’eredità”, dalla legge o da testamento, possono accettare o rinunciare.

ACCETTAZIONE DELL’EREDITA’

L’ accettazione trasforma il “chiamato” in erede, questa può essere:

pura e semplice, il patrimonio dell’erede si “confonde” con il patrimonio del deceduto e pertanto l’erede risponderà degli eventuali debiti gravanti sull’eredità anche con i propri beni;

con beneficio di inventario, vi è separazione tra il patrimonio del deceduto e quello dell’erede, il quale risponderà dei debiti solo ed esclusivamente con il patrimonio ereditato.

L’accettazione con beneficio di inventario è obbligatoria nel caso in cui i chiamati all’eredità siano minori, interdetti, inabilitati ed in altri casi previsti dalla legge.

Nel caso in cui il chiamato all’eredità abbia già il possesso dei beni ereditari, l’inventario deve essere concluso entro tre mesi dal giorno di apertura della successione o dalla notizia della devoluta eredità. In caso contrario per il chiamato all’eredità decade dal beneficio di inventario e verrà considerato erede puro e semplice.

RINUNCIA ALL’EREDITA’

Si definisce “rinuncia all’eredità” la dichiarazione solenne del chiamato a non volere accettare l’eredità. Non è possibile fare una rinuncia all’eredità tacita.

I termini per  rinunciare all’eredità, purché il chiamato non abbia ancora compiuto atti che comportino accettazione tacita, sono:

tre mesi dalla data del decesso  se il chiamato all’eredità è nel possesso o utilizza i beni oggetto di successione,

10 anni dalla data del decesso se il chiamato all’eredità non è nel possesso dei beni o non li utilizza.

La rinuncia all’eredità deve essere fatta con una dichiarazione davanti a un Notaio o a un Cancelliere della Pretura del luogo in cui si è aperta la successione e deve essere trascritta nel Registro delle Successioni; questa non può essere né condizionata, né parziale.

In presenza di chiamati all’eredità minori o incapaci, la rinuncia all’eredità, deve essere autorizzata dal Giudice Tutelare.

Chi rinuncia all’eredità è considerato come se non vi fosse mai stato chiamato.

Fino a che il diritto di accettare non si è prescritto (10 anni dall’apertura della successione) e l’eredità non sia ancora stata accettata da altri chiamati, il rinunciante può revocare la rinuncia ed accettare l’eredità, fatti salvi i diritti dei terzi.


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